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    Mar
    , by Alex

Sabato 23 abbiamo lasciato tutta l'attrezzatura al C1 a 6100 metri. In sole 5 ore e mezza abbiamo raggiunto C1. E da lì Ignacio, Felix e Josep dopo aver trasportato vari materiali sono rientrati al campo base avanzato a dormire. Il resto della squadra ha trascorso la notte a C1 con grande ottimismo.

Ottimismo che è svanito Domenica 24 ... Dei 7 alpinisti che eravamo, solo io e Cheppal siamo riusciti a salire, tra fortissime raffiche di vento, a C2 a 6600 metri, giusto sotto al Camino. Questo ci è sembrato il posto migliore per posizionare C2, essedo più riparato dal vento. Faticosamente e nonostante il forte vento in poco più di un'ora siamo riusciti a montare la tenda.

Lo sforzo è massimo. Arriva la notte e non chiudiamo occhio per mantenere in piedi la tenda. Il giorno seguente, il 25 febbraio, restiamo ad aspettare i compagni che finalmente riescono a salire da C1 a C2. Nel frattempo, Cheppal e io ricaviamo altro spazio e ci spostiamo, consigliando ai compagni di sfruttare il giorno 26, indicato come buono in base alle previsioni del tempo.

Dopo 5 ore, siamo di nuovo tutti insieme e le raffiche non fanno altro che aumentare raggiungendo 70 o probabilmente 80 km all'ora. La notte è dura. I miei compagni Nuri, Chhepal, Walung, Gelsen, Pasang, e incluso Pavel con maggior esperienza in spedizioni invernali, mi dicono che è stata una delle loro notti peggiori se non la peggiore in assoluto. Il vento ci castiga smantellando la tenda e il nostro lavoro. Però in ogni cosa bisogna trovare il lato positivo e tutto questo serve a renderci più forti. La sensazione termica unita al forte vento riflette le condizioni che il corpo può arrivare a sopportare. Ma bisogna sempre ascoltare il proprio corpo e quando inizi a superare il limite si deve tornare al campo base per garantire la sicurezza. Felici, con un' acclimatazione maggiore, e con carico trasportato sufficiente per arrivare alla vetta.